lunedì, 03 dicembre 2007
 
09/11/2005

it's not real!?!?

 

...Noi non siamo reali,certo nel più desiderato concetto fiabesco tutti siamo stati principi e regine,tutti per gioco abbiamo poggiato sulla nostra testa corone e sulle nostre spalle spade che ci hanno permesso di sedere alla più rinomata tavolata imbandita per realizare i nostri sogni di bambino,ma siamo reali!? o non siamo reali!?
mi chiedo!!!.
Il confine credo che non esiste.
Un netto distacco da ciò che siamo e ciò che vorremmo essere è soltanto a portata di mano.
Ripeto la domanda siamo reali!?
C'è chi presuppone o considera che siamo solo la proiezione del ciò che vorremmo essere,del ciò che con molta probabilità la gente vorrebbe vedere di noi,(La gente un morbo incontrastato...ma quale aviaria!!)...ma purtroppo l'oggetto della mia divagazione sta nell'essere considerati a volte e diciamo pure spesso come dei supporti.
Parole e "gesti" si esaltano in forme di gratitudine e gentilezza ovattate che nascondono le nostre più assurde incertezze e fobie.
Siamo reali, alcuni ci considerano un appoggio, alcuni solo un pretesto per dire che siamo stati o sono stati gentili...o ancor più triste -ho qualcuno con cui parlare-...come se il mondo non avesse niente da offrire, perchè ci rinchiudiamo qui in questo assurdo gioco fatto di plastellina?
Allora scusate io non sono reale!!!
tutti non siamo reali!!!
e il gioco delle parti?
a scusate e vero!! che stupido!! avevo dimenticato che oggi parole come amore  non fanno più rima con niente e quindi ci accontentiamo di modellare a nostro piacimento le parole che compongono la nostra realta, ci fermiamo davanti alla tv ad osservare come dei "veri" e "desiderarti"ci instruiscono sull'arte del corteggiamento.
(il mio non è un attacco a nessun personaggio o trasmissione, non è quetso il tema)
La semplicità come alcuni considerano i sentimenti ci conferma il come non siano mai risciti a raggiungere un sogno o il sogno...
Io credo nella realtà quanto nei sogni, credo nel nostro corpo quanto nella nostra anima, perchè la vita per fortuna è un'alchimia di tutti questi elementi messi insieme, purtroppo c'è anche da accettare che non tutti possiedono la chiave per oltrepassare il limite che gli potrebbe di percepire quel brivido che ci porta via, che ci trascina, che ci farebbe respirare tutti gli odori del mondo, ma non siamo reali, siamo solo una parte per tutti coloro che non oltrepasseranno il limite delle loro frustazioni...saremo solo e per sempre non reali...è triste lo so ma è una constatazione dei fatti, siamo semplicemente un angolo sperduto nell'universo, o meglio ancora,rendiamolo più triste, siamo un piccolo orticello da curare!!!
ma la mia non è una critica ne un attacco sarei troppo banale e farei parte dei "pollici verdi" che curano il loro orto con "parsimonia e amore", ma mi viene da ridere!!! 
 
Si concludo con una risata forse è meglio...
postato da: colorieparole alle ore 21:05 | Permalink | commenti (1)
categoria:reale amore libertà sesso
sabato, 24 novembre 2007
Cuba"
 
 
Ho lasciato la mia anima,
lì,
seduta al bancone di un piccolo bar,
nascosto tra le tue vie,
il mio sigaro spento brucia solo nel silenzio,
è la rivoluzione.
 
Ma Cuba ormai sei lontana,
ho imparato a nuotare
e son fuggito via,
 
balliamo ancora,
anche quando le onde saranno alte.
 
Le mie mani sulla spiaggia riposano,
è il vento che soffia adesso,
è il vento della speranza.
 
Cuba sei lontana
eppure così vicina tra le mie mani.
 
Ho lasciato la mia anima,
lì, seduta al bancone di un piccolo bar,
l'aria calda ,
spinta da un ventilatore a tetto,
accarezza la mia pelle,
(è un ricordo),
mentre il rum scivola lento una salsa suona,
 
-non lasciare le mie mani adesso-
 
bambini corrono felici,
un pescatore ripara la sua rete,
un poeta stanco scrive al mio fianco,
 
sa che Cuba è lontana,
non profuma più di odio e rivoluzione,
ma di miseria e prostituzione,
 
per fortuna la salsa continua a suonare,
due ballerini continuano a ballare,
 
la mia anima brucia ancora dentro ad un bicchiere di rum,
(forse l'ultimo),
e la penna del poeta è chiusa dentro al suo diario,
tenendo lo spazio ad un'onda improvvisa.
 
Tutto brucia adesso,
un'onda riporterà indietro il mio corpo stanco,
perchè Cuba ne è il padrone,
 
nessuno smetterà di ballare
e il poeta di sognare
perchè la penna è lì
tra le pagine bianche del suo diario,
 
come Cuba tra le onde del mare.
 
-Ho lasciato la mia anima,
lì, seduta al bancone di un piccolo bar,
 
 
ricordatemi così.....
 
postato da: colorieparole alle ore 07:55 | Permalink | commenti
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sabato, 24 novembre 2007
"Una lacrima dal cielo,era una notte di silenziosa pioggia,
eppure tutto sopravviveva,
parole perse nel tempo,
sapori, una danza...
è il vagare dell'anima che riporta tutto
come onde del mare,
allora si tace seduti in riva al mare,
l'orizzonte imperscrutabile al buio,
mentre lucciole danzano sopra le onde,
il sapore del pesce,
la sabbia tra le mani,
il sapore di te,
le lacrime tra gli occhi,
notte di san lorenzo,
abbracciati nel silenzio
sogni e desideri,
illudersi dell'eternità fa bene all'anima,
 
i palliativi nelle vecchie sere d'estate sono stati tanti,
eppure sorrido,
alla tenerezza dei primi baci e gelosie,
 
nonostante tutto i pescatori hanno continuato a pescare,
le canzoni a suonare,
 
le onde del mare inesorabili a tornare su questa riva,
proviamo ancora a credere nei nostri sogni,
inseguiamoli,
come vele tendiamoli al vento
dandogli forza,
senza abbandonarli mai
e quando il vento sarà calato
usciamo i remi x non fermarci mai....
postato da: colorieparole alle ore 07:46 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 18 novembre 2007
Ho visto pescatori solerti raccogliere le proprie reti,sotto al sole cocente d'estate,
ho visto vicoli inondati dal sole, con donne anziane sedute davanti le proprie porte di casa,
ho sognato Cuba bagnata dal mare,un mare rosso sangue, mentre le urla della speranza inseguivano l'ennesima illusione e braccia fuggivano tra le onde,
ho abbracciato la mia Sicilia, silenziosa e assente, l'ho baciata, l'ho respirata,
ed è lo stesso odore che scorre dalle montagne al mare, è lo stesso odore che oltrepassa l'oceano, intrecciandosi, fondendosi in una quasi medesima storia.
Cuba come la Sicilia, la Sicilia come Cuba,storie e terre apparentemente lontane, storie e terre simbioticamente vicine.
Si è pianto a Cuba, per della terra che è stata portata via da mani che l'hanno curata,
si è pianto in Sicilia, per della terra di padroni e servitori, per della terra bagnata da lacrime di sangue fatte scorrere da assassini senza nome.
A cuba la storia ha i suoi nomi e i suoi attori, in Sicilia la storia si è smarrita in un estuario di finali aperti che mai si chiuderanno, perchè chiusi sono gli occhi, cucite le labbra, dentro un'omertosa danza di stragi e illusioni.
Sono cresciuto dentro la mia storia, ho visto piangere persone care, ma i ricordi di bambino sono quadri dipinti con colori accesi e allegri e la triste realtà si nasconde dietro ad un'immagine fantasiosa e allegra.
Per le strade di Cuba adesso suona una salsa,il caldo opprimente e umido preannuncia una tempesta,i ballerini di salsa ritorneranno a ballare, perchè tra i loro passi si nasconde la tristezza del passato.
C'è chi beve rum, c'è chi beve del vino,ma la storia è uguale, poeti e cantanti hanno lasciato il loro sangue tra le loro parole, rivoluzione e amore il tema comune.
Si è lottato per respingere l'oppressione, si è lottato contro un'assurdo padrone, ma come sempre c'è a chi tutto è covenuto,
ma morire ammazzati lascia solo un leggero strascico d'illusioni, che smuove per un pò le coscienze,ma ritorna normale come la marea, dopo un pò,
ma allora perchè si è lottato?, perchè si è resistito?, perchè si è ubbidito?,
come sempre chi comanda non è abbastanza saggio da saper comandare,
ma la mia Sicilia è come Cuba,
nonostante tutto la gente è sempre allegra,
i pescatori continuano a pescare,
i ballerini di salsa a ballare,
le onde del mare continueranno sempre a baciare queste terre,
ricche di odio e d'amore, passione e rinnegazione.
Per chi ha visto scorrere sotto i propri occhi la storia di queste terre, sa in cuor suo che non ci sarà ricordo peggiore e rimorso maggiore di quello che ogni volta ritorna per ricordargli che non si ha avuto il coraggio di lottare, di reagire, per la libertà.
Quanti ancora nel silenzio sperano e lottano, quanti ancora bevono e danzano,
quanti ancora saranno disposti a dimenticare?
quanti ancora saranno disposti a lottare,
perchè l'oppressione e i padroni,
non sono ancora andati via,
ma sinchè la musica suonerà ci sarà sempre qualcuno disposto ad ascoltare,
perchè i sogni di libertà,declamati da poeti e cantanti saranno nel per sempre frecce che trafiggeranno il passato,
per non smettere mai di credere nel futuro.
postato da: colorieparole alle ore 18:31 | Permalink | commenti (1)
categoria:cuba sicilia poesia libera